di Chiara Zantedeschi

Nell’elaborato ho voluto affrontare l’importante concetto legato alla creazione di valore per le aziende, soffermandomi, dapprima, sul principio di economicità e, in seguito, su quello di legittimazione e responsabilità sociale. Si parla di decisioni economiche volte sia alla generazione di ricchezza, che a garantire la perdurabilità dell’azienda.

Negli ultimi anni la rivoluzione tecnologica ha cambiato i cosiddetti strumenti utili alla gestione e creazione di valore e influenzato le “tradizionali” culture aziendali. Ho voluto fare riferimento ad uno tra i più importanti strumenti in questione: i Big Data. Grandi aggregazioni di dati che, se ben archiviati, gestiti e analizzati, permettono, con il tempo, di operare scelte in grado di creare valore per l’azienda. I Big Data possono essere visti come una sorta di evoluzione della Business Intelligence; permettono di valorizzare e ottimizzare processi già esistenti e/o di sviluppare nuovi processi e modelli organizzativi.

In quanto strumenti di recente comparsa, le aziende devono saper far fronte a quelle che sono le sfide e le barriere legate alla loro adozione. Ho voluto approfondire l’utilizzo di tale strumento nel settore agricolo, in particolar modo nel comparto vitivinicolo. Anche in esso, vista la grande importanza che assumono i dati, lo strumento Big Data permette di ottimizzare le scelte economico-aziendali.

Per l’analisi empirica ho sottoposto un questionario-intervista a cinque aziende della Valpolicella, sviluppato in modo tale da focalizzare il concetto di “creazione di valore” in quest’Era globalizzata in cui è fondamentale la condivisione e gestione dei dati e delle informazioni e, quindi, la loro archiviazione ed elaborazione. I risultati ottenuti da tale analisi potrebbero essere utili all’azienda come input per operare nuove scelte aziendali.

Sulla base di tali evidenze, l’elaborato suggerisce che il valore dei Big Data è racchiuso, non tanto nella raccolta dei dati, ma nella capacità di saperli sfruttare in modo efficace ed efficiente. Ho inoltre effettuato uno studio dei dati per un periodo di trentacinque giorni attraverso l’analisi del contenuto di vari social in merito all’Amarone: uno dei prodotti d’eccellenza del territorio della Valpolicella. In particolare, detta parola è stata abbinata a particolari keywords riconducibili a nuovi mercati di sbocco per la vendita del prodotto finito.

Per tale analisi, di monitoraggio dei Big Data in tempo reale, mi sono rivolta agli uffici di Maxfone Srl, incuriosita del loro operato in merito al settore di riferimento e grazie anche alla collaborazione di un’importante azienda del territorio della Valpolicella.

In Maxfone ho potuto “toccare con mano” lo strumento dei Big Data attraverso la piattaforma SocialMeter Analysis dai quali sono stati ottenuti importanti risultanti, non tanto in termini assoluti quanto per la loro specificità.

L’analisi mostra inoltre come le aziende di medio-piccole dimensioni siano consapevoli che lo strumento Big Data è applicato anche a livello di vita quotidiana e, quindi, fa leva sulle “tracce” che lasciano i consumatori semplicemente navigando sui vari siti Internet.

In tale direzione, lo strumento Big Data potrà quindi aiutare le aziende a vincere la sfida tra storia e futuro che il vino racconta e a rimanere competitivi in un’Era globalizzata creando valore in modo efficace ed efficiente.

Il valore racchiuso nei Big Data, quale strumento utile per la creazione di valore all’intero delle aziende, non risiede tanto nel saperli raccogliere e archiviare, ma sta, soprattutto, nel saperli sfruttare ed interpretare in modo funzionale agli obiettivi che l’azienda si pone.