Vinitaly 2015 ha offerto una vasta gamma di convegni: il neuromarketing applicato al settore del vino, la comunicazione degli Italian wine brands, l’importanza della digitalizzazione nell’export…

Noi abbiamo cercato di raccogliere la vastità degli argomenti trattati in 7 “tips”, mini-lezioni, che possano tornare utili al produttore che vuole investire all’estero, e negli Usa in particolare, per quanto riguarda la commercializzazione del proprio vino.

Per cominciare un punto di partenza fondamentale: ricordarsi del Prosecco. Questo vino negli Usa rappresenta ben il 32% del venduto, un porto sicuro su cui poter puntare.

Ma cosa rende il tuo prosecco diverso da quello degli altri produttori? Come differenziarti dai competitors?

Tieni a mente che se il consumatore sceglierà il tuo vino fra i 50 presenti sullo scaffale, non lo farà necessariamente perché è il più buono o quello con il miglior rapporto qualità/prezzo, ma perché è quello a cui ha associato un ricordo o un’emozione positiva.

Raccontare il tuo prodotto, la storia, la tradizione e la quotidianità che sta dietro a una bottiglia di vino è ciò che ti renderà unico e diverso da qualsiasi altro vino.

Questa pratica di storytelling copre la comunicazione del prodotto in tutte le sue fasi, parte dalla confezione stessa della bottiglia, per proseguire con i contenuti del sito web, le tecniche di coinvolgimento del cliente sui social media, il rapporto con la stampa…

Ecco i nostri 7 consigli:

1. Il Packaging: non è pura estetica, bensì un modo per attrarre il tuo consumatore in base ai suoi gusti e alle sue preferenze. È il primo impatto, deve essere coerente con il tipo di prodotto e soprattutto bisogna provare ad essere innovativi! Tutto quello che si è già visto di certo non si imprimerà nella memoria del cliente.

2. Il Sito Web: dev’essere a misura di visitatore, spingere all’interattività, essere chiaro e raccontare le caratteristiche salienti della tua azienda. Usa le mail e i Social Media per indirizzare il pubblico al tuo sito. Crea curiosità e invitali a scoprire chi sei…crea Awareness sul tuo brand.

3. Sii aperto al dialogo, non tirarti indietro di fronte ad un rapporto diretto con il cliente, conosci il tuo pubblico e sfrutta il passaparola per creare conversazioni intorno alla tua azienda. Non usare i media per parlare di te, ma per far sì che i consumatori parlino con te. Il concetto chiave è autenticità, essa crea fiducia, e la fiducia crea un rapporto di fidelizzazione con il consumatore.

4. Dietro a un’azienda ci sono sempre delle persone…Parla di te, della tua storia, dei tuoi valori, della tua mission e suscita delle emozioni, magari utilizzando video e immagini della tua quotidianità.

5. Conquista la stampa: seleziona attentamente le figure che ti servono (Critici? Blogger? Influencers? Esperti? Giornalisti?) e instaura delle relazioni di qualità e durature, l’unico metodo per sopravvivere in un mercato estremamente competitivo. È un’attività che richiede tempo, ma che solo col tempo rivela tutti i suoi vantaggi. Targetizza attentamente i tuoi interlocutori: l’80% delle comunicazioni di pr non viene nemmeno letto perché non giudicato interessante!

6. I social network: oltre a Twitter e Facebook, sperimenta anche YouTube e Instagram, molto diffusi all’estero. Usa il primo per comunicare l’esistenza del tuo brand, pubblicando in modo innovativo e creativo, e usa il secondo per raccontarti: mostra sia i lati belli del tuo lavoro sia le sfide e le difficoltà…esse sono interessanti perché sono vere e umane!

7. Siamo nell’era del digitale, ma niente è equiparabile al rapporto umano…gestiscilo al meglio e integra sapientemente comunicazione online e offline.